La fattoria sociale

Sono tremila le fattorie sociali in tutta Italia, con oltre 30 mila addetti. Si coltiva di tutto, si allevano animali, per un fatturato complessivo di 200 milioni di euro. Agricoltura solidale, al servizio della comunità, con inserimento lavorativo di soggetti deboli e attività di servizi terapeutici, riabilitativi e formativi. Un fenomeno in continua crescita, che quest’anno vedrà la nascita dell’Osservatorio sull’agricoltura sociale, in cui saranno presenti i ministeri e i rappresentanti delle regioni interessate con le principali organizzazioni agricole.

A Verona Il Bosco del Mantico, fattoria sociale fondata da , Bartolazzi, 34 anni, una laurea in biotecnologia agraria e un sogno, avviare una vera attività nelle terra dei nonni. Dice: “Un progetto in cui il risvolto sociale abbia lo scopo di costruire economia solidale. Il mio desiderio è di far star bene le persone”. Tre anni fa eccola in quell’ettaro dove ancora vive sua mamma. “Dalla biotecnologia all’agricoltura biodinamica – ricorda -perché siamo un tutto e niente va sconnesso” . Il suo obiettivo aziendale è trasformare piante aromatiche, soprattutto per essiccazione, e frutta con produzione per conto terzi di succhi.  Non manca l’ allevamento di galline ovaiole. Ma c’è anche una piccola produzione di fiori recisi. Poi, attività assistita con gli animali, in particolare con gli asini, essendo sede secondaria dell’Associazione Opero silente. E quindi percorso di riabilitazione e di integrazione per ex detenuti o per chi deve svolgere un periodo di messa in prova.  Onoterapia anche per persone con disabilità psichiche. Ma Laura crede fermamente nella rete. Da soli non si fa niente.

  Nella presentazione della sua azienda scrive: “Pur avendo un’infarinatura in vari ambiti (naturopatia, musica, pet therapy, ecc), necessaria per operare, e proprio per gli studi svolti in tali corsi, ho sempre creduto nel lavoro di equìpe e nel fatto che io avrei fatto la contadina, l’imprenditrice agricola (nel senso etimologico della parola) e che non avrei potuto né voluto far tutto da sola, ma gli altri esperti di vari settori avrebbero apportato le loro competenze in un sistema semplice, diretto, quello che deve restare l’azienda agricola, familiare e accogliente prima di tutto”.

Giulia Lovato lavora invece con i bambini. Nella Vecchia Fattoria a San Pietro di Morubio, nel Veronese, accoglie bimbi da tutta Italia, spesso disabili o affetti da patologie psico fisiche. Anche qui il contatto con la natura è terapeutico. Almeno sedicimila bambini ogni anno imparano i segreti della terra e curano gli animali, in un rapporto che ha del miracoloso. Un’azienda di 20 ettari dal ’94 convertita al biologico.

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