Mara Longhin: ricucire gli strappi

image“Se é vero che non si vive di solo pane, é anche vero che se il frumento per produrlo viene remunerato all’agricoltore 15 euro al quintale, il prossimo anno non verrà più seminato. Mancherà non solo la farina italiana, ma il presidio di quei territori dove il grano é una di quelle colture che trova il suo habitat naturale.

Troveremo sempre più paesaggi privi di quella bellezza vegetale che completa quella architettonica di cui l’Italia si vanta. Mancherà la prima cellula della comunità, la famiglia, che si sposterà in cerca di nuovi orizzonti”.

E’ quanto ha dichiarato all’assemblea nazionale di Donne in campo, lo scorso 16 novembre, la presidente Mara Longhin. “Alle  donne – ha detto – va riconosciuta la capacità di ricucire gli strappi, strappi che in momenti di grave crisi le impegnano a ideare soluzioni, a generare vie d’uscita a problemi che sembrano insolubili, e, se poste a confronto tra loro, a concepire soluzioni creative che possono andare a vantaggio di tutta la comunità.

Mara Longhin è da nove anni presidente nazionale dell’associazione della Confederazione italiana agricoltori. Conduce, insieme a sua sorella Sonia un’azienda zootecnica a Campagna Lupia, nel Veneziano.  In prima linea nella battaglia a sostegno del lavoro delle donne, ha affermato: “Nel mondo feminile l’agricoltura è una scelta non solo imprenditoriale”. Come dire che si punta anche alla sostenibilità ambientale e sociale. Non solo produzione agricola, ma fattoria destinata anche ad agriturismo, dove magari ci si impegna nel settore dell’assistenza.

Se la crisi investe anche il settore agricolo – ha detto Mara  – le aziende femminili tengono testa alla recessione grazie a una visione multifunzionale e sostenibile del settore”. Ma ciò che ancora penalizza è la burocrazia. “È di una complessità che indubbiamente ci pesa. E poi non c’è effettiva parità tra i sessi.  In Europa non si parla più di genere. Come pure un altro ostacolo è rappresentato dall’accesso al credito, più difficile per noi donne”.

M.R.C. diTerra