
“L’Italia senza agricoltura non può crescere”. Il primo settore è trattato come se fosse l’ultimo, intrappolato tra asfissiante burocrazia e labirinti normativi. Mara Longhin (nella foto), presidente nazionale di Donne in campo della Cia, guida le sue signore nella complicatissima strada di chi della terra ne ha fatto un mestiere, raccogliendo spesso l’eredità del passato, resistendo spessissimo ai venti della crisi, intraprendendo con tenacia la via dell’innovazione (anche) per l’ottovolante del mercato, cercando di non esserne travolte semmai ricordando che l’agricoltura è vita, etica. Cosa chiederà al nuovo governo? “Subiamo un peso enorme della burocrazia – afferma Mara Longhin -.
Trascorriamo molte delle nostre giornate sulle carte. Occorre ridurla. Poi, vorremmo un codice unico per riunire tutte le nostre leggi. Tante, tantissime, troppe. Ma soprattutto chiediamo più attenzione a un settore che deve essere rilanciato. Da primario viene considerato ultimo. Senza agricoltura non si va avanti”.
Ma le quote rosa, almeno un terzo tra i conduttori di azienda, hanno un ruolo importantissimo nell’economia attuale e nella sfida al futuro. “Le donne hanno aperto il mondo agricolo alla società”, afferma la presidente. Pensiamo alle fattorie didattiche, a quelle che accolgono gli anziani, agli agriturismi, oppure alla vendita diretta dei prodotti o alla loro trasformazione in cibo. “Multifunzionalità dell’azienda – sottolinea la presidente – a fianco dell’attività agricola vera e propria le donne sono in grado di fornire altri servizi, utili alla collettività”. Eccole allora disegnare il paesaggio, tutelare l’ambiente, garantire la sicurezza alimentare. Occuparsi di bambini e nonni, disabili e anche ex detenuti.
“Fa parte della nostra arte del fare – prosegue la presidente -. Molte di noi hanno saputo reagire pure in momenti difficili, con imprese che si sono davvero reinventate per superare la recessione”. Questi i punti di forza dell’universo femminile. Ma le criticità restano. “Sempre difficile per le donne l’acceso al credito, come pure è complicato riuscire a conciliare i tempi tra il lavoro e la famiglia, dovendoci occupare di figli e genitori anziani. Ma – rilancia la presidente – abbiamo tanti sogni che trovano concretezza”. Anche raro spessore etico in un mercato che tutto sacrifica in nome del profitto. “Si può fare business con approccio etico. L’agricoltura opera per tutta la società, dall’ambiente al cibo, alla salute”.
Azienda etica anche contro lo sfruttamento del lavoro. “Il caporalato nelle campagne deve essere sconfitto – afferma Mara Longhin – però le leggi non ci aiutano. Se ci fossero più facilitazioni nell’accesso al lavoro non si ricorrerebbe a un sistema illecito di reclutamento per le nostre attività agricole”.
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