Cannelle: “Addio allo spettacolo, coltivo ulivi. E medito”

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La vita, almeno quella della ribalta, non deve essere stata poi così morbida se ha deciso di dare un taglio netto alla sua carriera e invertire la direzione. Non più l’apparire, ma l’essere. Non più lo showbiz, ma la ricerca interiore. Non più forsennati palcoscenici da solcare in shorts, tantomeno la bussola impazzita dell’Auditel. Ma raccoglimento nel silenzio della campagna.

E quella Morositas che l’ha resa celebre adesso è solo una caramella gommosa. Ora Cannelle, la Venere nera di Guadalupa, al secolo Helena Viranin, 58 anni di sempreverde splendore, coltiva ulivi, e medita. È a capo di una bella azienda di prodotti bio a Imperia, ma rinnovata da un percorso interiore da induista così profondo da farla assurgere a guida spirituale. Mercoledì 28 marzo sarà al centro culturale Shaolin di Milano, per la seconda sessione di meditazione “che permette di sciogliere piccoli e grandi nodi fisici e spirituali”. Tema dell’incontro, “La macchina del corpo umano, la più bella meraviglia del Pianeta”. Eccola dunque in turbante, a offrire, come grazioso dono, il suo olio dalle mille virtù estratto con amore da secolari alberi. Immensamente lontana dall’Ariston, era il 1994, dove con il sempiterno Pippo Baudo presentò il festival di Sanremo.

Da donna di spettacolo a produttrice di olio. Un cambiamento radicale. Come è avvenuto?

”Penso che ci sia un tempo per ogni cosa – afferma Cannelle – come appunto ricorda il libro dell’Ecclesiaste nella Bibbia. Sono stata una donna di spettacolo, ho partecipato a film, a prime serate, al Festival di Sanremo, a troppe cose, ma ho amato la natura. Dopo la nascita della mia seconda figlia mi sono sempre più avvicinata alla meditazione e ho riscoperto la gioia delle cose semplici. Poi, dopo molti no al mondo dello spettacolo (non ne faccio una questione di moda oggi), il cambiamento è avvenuto naturalmente. Mi sono ritrovata più contadina che showgirl”.

La sua impresa si trova a Imperia. Coltiva esclusivamente ulivi?

”É sulle colline liguri, in un luogo perfetto sia per il clima sia per il terreno. La mia non è una grande azienda, produco qualche decina di litri di olio l’anno e qualche frutto dell’orto. Avevo cominciato per gioco e non ho mai industrializzato il mio prodotto. All’inizio lo regalavo agli amici, ora capita che qualcuno me lo chieda, ma non posso cederne molto. Tutti però mi dicono che è eccellente, speciale, unico. Pomodori, peperoni, invece, sono appena sufficienti per la mia tavola”.

Si è avvicinata all’induismo e guida incontri di meditazione a Milano. Anche questa è stata una scelta maturata nel tempo? 

“Sono sempre stata vicino all’induismo, mio padre era indiano. Sono cresciuta nel mondo cattolico di mia madre e da giovane lo ero. Tuttavia credo che la spiritualità non ami le etichette religiose e ognuno di noi può trovare una sua strada che conduce al divino. Ci sono dei momenti nella vita in cui meditare diventa essenziale e io ho sempre meditato, magari dopo sfilate o ribalte. A Milano terrò un incontro il prossimo 28 marzo al Centro Culturale Shaolin. In molti mi seguono e ormai penso di farlo ogni mese”.

Ha detto: “La meditazione mi ha salvato”. Da cosa in particolare?

”Da molte cose. Meditare significa vivere in un certo modo. Significa, innanzitutto, non vendersi, non scendere a bassi compromessi, significa essere se stessi. Significa anche saper rinunciare ai riflettori o ai soldi facili. La vita non ha prezzo, come l’amore. La meditazione ti aiuta a capirlo”.

Qual è l’aspetto che più ama della sua attività nel settore agricolo?

”Il contatto con la natura. Bisogna esercitarlo a lungo e, così facendo, è possibile armonizzare se stessi con il creato. Un fiore che sboccia e una pianta che dà generosamente i suoi frutti costituiscono un miracolo. Bisogna capirlo e farne tesoro”.

Le manca il mondo dello spettacolo? Tornerebbe in televisione?

”Posso risponderle con un sorriso e aggiungere un no deciso. Il mondo dello spettacolo non mi manca, non lo rimpiango, anche se mi ha dato molto. E non ho particolare desiderio di tornare in televisione, anche se non mancano molti inviti. Magari farò un’eccezione, ma devo pensarci a lungo”.
 diTerra