Jeannie Cho Lee, forza e eleganza, ragione e sentimento, tenacia e grazia. Cinquantuno anni, coreana, è stata la prima donna asiatica a conseguire il titolo di master of wine. Ma il suo curriculum inanella tanti altri importanti traguardi e successi: giornalista di fama internazionale, scrittrice (suo è Asian palate, vincitore del Gourmand come “migliore libro sull’abbinamento tra cibi e vino del mondo”), docente e giudice ai concorsi nell’infinito universo enologico, di cui rappresenta, come si legge nella sua biografia, una delle voci più influenti in Asia.
Quale consiglio darebbe a una giovane donna che voglia intraprendere la strada della viticoltura?
“Intanto di studiare – afferma Jeannie Cho Lee -. E’ importante
l’acquisizione delle tecniche frequentando una scuola. Poi, è necessaria l’esperienza diretta, seguendo, ad esempio, la vendemmia. Potrebbe lavorare come assistente da un produttore, un periodo di qualche anno”.
Neo vincitrice del premio Masi “Civiltà del vino”, a Verona, come immagina il futuro di un’area, quella del Nordest, votata alla viticoltura? Come sarà tra 30 anni? Stesso irresistibile mercato?
“Uno dei vantaggi del Veneto è poter esportare anche cultura, arte, bellezza del paesaggio. Sono tanti i luoghi di interesse turistico conosciuti nel mondo, da Venezia all’arena del capoluogo scaligero. Bere un bicchiere di vino significa anche saper collocarlo in un contesto culturale. All’estero Veneto, Piemonte e Toscana contano su una immagine forte e un’offerta molto ampia. Differente è invece la situazione nel sud Italia. L’industria del turismo è in crescita, i cinesi saranno quelli che viaggeranno di più, già un milione e 300 mila presenze sono state registrate questo anno in Italia”.
Nel mondo asiatico è considerata tra i più autorevoli conoscitori del vino. Una responsabilità non da poco.
“Non ci penso. Piuttosto mi considero una ambasciatrice, cerco di rappresentare al meglio il mondo dell’enologia. Con rispetto e umiltà. Vorrei che la gente possa dire: ricordati di quell’esperta…”
Un percorso professionale di altissimo livello, il suo, con tanti impegni, compreso quello di essere stata testimonial di Estèe Lauder. Ma è anche mamma di quattro figli.
“Come madri ci si sente sempre in colpa. Prima di intraprendere lunghi viaggi ho aspettato che il minore avesse compiuto sei anni. Ma a tutti ho sempre rivolto questa domanda: sei contento che la tua mamma lavori? Se mi avessero detto di no, non sarei andata. I figli sono sempre al primo posto, devono sapere che la madre li ama”.
diTerra
