Silvana Rana: arte e scienza nei giardini portati dal vento
Le erbacce la hanno incoronata regina dell’arte botanica. Silvana Rava, 59 anni, di Lenno, sulle rive del lago di Como, pittrice affermata e pluridecorata nel mondo per le sue incantevoli nature all’acquerello, trae forza e ispirazione dalle umilissime piante spontanee, che cerca con passione, dedizione, che non coglie, ma ritrae alla luce del cielo nei declivi e nei campi incolti. Amore per la natura, dice. «É l’eredità che mi ha lasciato mia madre», ricorda. «Abito vicino al lago, mi piace passeggiare nei boschi, in cerca delle erbette». Foglie, steli, petali, bacche, perfetti nelle loro imperfezioni che solo il ciclo della vita segna, trapassati dal sole, accarezzati dalle ombre, piegati dal vento, corrosi dagli insetti, sfiorati dagli uccelli, eterne e prodigiosamente mutevoli porte d’accesso alla natura al primo colpo di vento o nella fissità del gelo. Eccoli vivere fiorire appassire nelle sue tavole, dove c’è arte ma anche scienza. «Nel 2008 a Londra ho ricevuto la Gold medal della Royal horticultural society per dieci tavole sulle piante medicinali del lago di Como – dice ricordando i suoi tanti riconoscimenti -. Solo un anno prima ero stata invitata alla International exhibition of botanical art & illustration dell’Hunt institute di Pittsburg».
Ma la sua passione nasce come disegnatrice tessile nelle industrie comasche dove lavora subito dopo la scuola. «Mi ero diplomata al setificio, nelle aziende ritraevo anche fiori ma era tutta un’altra cosa con i ritmi di produzione che dovevo seguire». Però la predisposizione già emerge in fabbrica. «Piccoli, piccolissimi disegni per i tessuti delle cravatte – ricorda di quella sua prima occupazione -. Con la precisione dell’arte botanica». E appena fuori dalla fabbrica il suo erbario ha le immagini di mele, arance, uva, ciliegie da regalare al marito. L’acquerello è la sua strada, da autodidatta. Quando l’azienda chiude per crisi eccola china sulla tavole, notte e giorno. É il Duemila, la svolta per Silvana. «Sì, quell’anno ho cambiato vita, sono tornata a casa, mi sono occupata della mia famiglia, avevo già due figli. E stavo a disegnare anche di notte. Da vera incosciente spedii le mie tavole a Londra, l’olimpo dell’arte botanica».
Ma quelle sue erbacce e quel che definisce il suo ardire la spingono in una irresistibile ascesa. Nel 2004 entra a fare parte di FloraViva, l’associazione Pittori botanici italiani. Nel 2007 è a Pittsburgh, nel 2008 a Londra dove, nel 2017, ottiene la Rhs silver gilt medal. Nel 2014 partecipa alla mostra ”Botanical Art in the 21st Century” alla Shirley Sherwood Gallery ai Kew gardens di Londra. Dal 2010 è docente dei corsi organizzati dal museo botanico di Pisa. I suoi acquerelli si trovano oggi nelle prestigiose collezioni dell’Hunt institute for Botanical documentation, della Lindlay Library di Londra, del museo della Grafica a Pisa e di quello botanico di Pisa. Tiene anche corsi on line perchè la passione di un’antica disciplina cattura oggi donne e uomini nella stessa misura e vince, come poche, l’isolamento, anche quello inflitto dalla pandemia. E poi ci sono i bambini. «Insegno loro ad osservare da vicino le piante, a rispettare la natura», dice. Mai cogliere un filo d’erba quando non è necessario. Così Silvana cammina nei boschi e ritrae i suoi soggetti senza strapparli alla terra, tra mille fotografie che porterà a casa per catturare la linfa e trasformarla in segno, colore, luce. Prossimo appuntamento nel 2025 al Botanical art word wild insieme ai pittori del mondo, nei campi del mondo.
Donatella Vetuli



A fianco e in alto Silvana Rava, sopra le sue tavole
