Il premio Masi compie 40 anni e celebra impegno, arte e scienza. Per “Civiltà Veneta” il riconoscimento è stato assegnato alla ricercatrice ambientalista Jane da Mosto, al fisico Roberto Battiston e al musicista imprenditore Paolo Fazioli.
Alla senatrice a vita e biologa Elena Cattaneo è andato il “Grosso d’Oro Veneziano, mentre al professor Attilio Scienza, tra i massimi esperti di viticoltura, “Premio Masi Internazionale Civiltà del Vino. “Capacità di guardare oltre il presente, immaginando soluzioni nuove ai problemi contemporanei, e audacia nell’intraprendere un cammino non ancora percorso sono le caratteristiche che accomunano i vincitori di questa edizione”, si legge in una nota, che sottolinea come i premiati siano stati scelti seguendo all’insegna di “Visione e Coraggio”.
“Una scelta che rilancia la finalità del Premio fin dalla prima edizione, nel 1981: quella di riconoscere i talenti legati all’area storica delle Venezie- si legge ancora nel comunicato -, nei vari campi dell’attività umana, per indicarli come preziosi punti di riferimento nella crescita civile, culturale ed economica del nostro territorio e del nostro Paese. Significativa in questo senso anche la scelta di ritornare, per la cerimonia di premiazione alla sede che lo ha visto nascere, la suggestiva Pieve longobardo-romanica di San Giorgio in Valpolicella”. In tempo di Covid la premiazione si terrà in diretta streaming sabato 23 ottobre (sulla pagina Facebook @MasiWines in italiano e sulla pagina Instagram @MasiWines in inglese).
“È esagerato sostenere che visione e coraggio sono in un certo senso sempre stati prerogativa delle donne? Chissà. Eppure, non sono proprio le donne a sognare ben più degli uomini? E la visione non è forse frutto del sogno? Del coraggio si è sempre saputo che è cosa da uomini, però si è saputo anche che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna: non per nascondersi, paurosa, dietro la sua ombra ma per sostenerlo, per fargli, appunto, coraggio. Tra i premiati di quest’anno ci sono due donne così e sarà interessante ascoltare il racconto dei loro sogni e delle loro temerarietà”, ha affermato la scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, alla guida della fondazione Masi con Sandro Boscaini.
