Questo immenso non sapere

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Con “Questo immenso non sapere” la poetessa Chandra Candiani ci accompagna nelle meraviglie del cuore, tanto sconosciuto quanto smisurato. Ci conduce nella lettura con tocco leggero, anzi, sottile, ci indica la strada della gioia che accomuna tutti gli esseri dell’universo. Ogni pagina delle sue conversazioni apre una porta, e va letta e riletta perché oltre quell’uscio c’è sempre una nuova scoperta, un nuovo stupore, l’inaspettato che pure dobbiamo aver custodito in qualche piega della nostra esistenza.

Prosa che diventa poesia. “Una buona pratica preliminare di qualunque altra – scrive Chandra Candiani – è la pratica della meraviglia. Esercitarsi a non sapere e a meravigliarsi. Guardarsi attorno e lasciar andare il concetto di albero, strada, casa, mare e guardare con sguardo che ignora il risaputo.

Esercitare la meraviglia cura il cuore malato che ha potuto esercitare solo la paura”. Favole, racconti buddisti, episodi della sua infanzia, incontri con uccelli, gatti, cani, dolori e solitudini, meditazione perché la vita sia altra dalla frenesia del nostro tempo, che ci acceca e spezza ogni respiro.

Un libro nato dal disordine, scrive Chandra Candiani, qualcosa di sfuggente che non vuole essere imbrigliato in un piano. Chandra Candiani, 70 anni, vive a Milano dove conduce seminari di poesia nelle scuole elementari. Dopo essere entrata in contatto con il buddismo ha assunto il nome di Chandra, che in sanscrito significa luna. E’ impegnata nella traduzione di testi buddisti e nell’insegnamento della meditazione.
Giulio Einaudi editore, 2021, 12 euro.